Viaggio a Bue. Riflassioni a margine, un po' più a freddo.
E' passato un po' di tempo da quando sono ritornata e ancora mi tornano in mente le mie sarate a Bunos Aires.
Tra le cose che ho trovato tornado, in mezzo a tanti attestati di simpatia (più di quelli che mi potessi aspettare) c'era una mail di un tanguero conosciuto su internet di tono assolutamente opposto rispetto al mio punto di vista. Sul momento questa mail mi è piaciuta così poco, che non ho neanche risposto. Ma adesso, un po' più a freddo, mi rendo conto che il suo è comunque un punto di vista interessante, e, senza citare il suo nome perché non gli ho mai chiesto il permesso, mi permetto di citare parte della sia mail.
"..siamo partiti quaisi insieme e tornati lo stesso periodo con la differenza che io ho preferito (ed ho fatto bene) visitare altro dell'Argentina oltre le milonghe, mi dispiace ma non mi trovo su tutto daccordo, è vero ogni ballerino/a deve ballare il suo tango, ma come al solito tendiamo a mitizzare ed esaltare posti e luoghi che poco hanno da essere mitici... Come sospettavo il tango è per l'argentino come la mazurca e il ballo liscio in genere per noi italiani, un ballo da vecchi.. gli unici giovani che lo ballano (intendo bene) sono quelli che con il tango ci vivono, è il loro modo di emergere, di avere un'opportuntà. Le milonghe sono strapiene, dunque poco diverteneti da ballare, ma di vecchi e di stranieri, si perché la malattia del tango è europea, mondiale, ma sempre meno argentina, anche se loro sono i "maestri indiscussi"."
Su momento leggere questa mail mi ha fatto male, mi sono chiesta che necessità c'è di disprezzare così quello che noi, per libera scelta, abbiamo eletto a nostro divertimento (ok, anche passione, forse malattia..). Comunque ho voluto provare ad ascoltare anche questa voce, perché in effetti mette in evidenza aspetti su cui vale la pena di riflettere:
- Rispettabilissima la scelta di girare l'Argentina invece che fermarisi solo a BsAs (e beati quei due che tra poco lo faranno..). Io ho preferito rimandare al prossimo viaggio per una serie di situazioni contingenti molto personali, prima fra tutte il fatto di viaggiare da sola (un grande città mi faceva paura, ma mezzo continente era davvero troppo per me..) oltre ovvialmente al poco tempo e al budget limitato.
- E' vero che ho mitizzato i luoghi e le situazioni che ho attraversato, ma l'ho fatto consapevolmente: credo che al di là della multiforme realtà che sempre abbiamo di fronte a noi, esista una qualità dello sguardo, una capacità che, se consapevolmente esercitata, ci permette di cogliere, di vivere e di raccontare la magia che ci circonda, pur sapendo bene che il mondo non è fatto di sola magia. Ho ritenuto di non descrivere le meschinità che ho incontrato, perche non mi sembravano molto interessanti, non perché non mi sia resa conto della loro esistenza.
- Il tango è un ballo che ha una storia ultracentenaria, che necessita un apprendistato piuttosto lungo, e che si assapora più intensamente quando la vita ci ha già un po' segnato. In questo senso, è (anche) un ballo da vecchi (molto più della mazurca o del ballo liscio: se vedessi una balera romagnola ti sembrerebbe un kindergarden in confronto ad una milonga). Il fatto che sia un ballo che si addice ad un'età più matura non mi sembra affatto un limite o un difetto, anzi sono fermamante convinta che sia un valore aggiunto.
- Ci sono tantissimi giovani che ballano tango in Argentina (bene, male, un po' come vogliono, del resto ognuno di noi fa un po' quello che può), mi sono sorpresa di vederne così tanti. E' comunque vero che la moda è scoppiata "di rimbalzo" dopo che era scoppiata in Europa. Ma questo è un fenomeno tipicamente Argentino, è successo con il tango nel '40, è successo con Piazzolla, succede costantemente con gli scrittori e i registi contemporanei: gli argentini si rendono conto di quanto vale quello che hanno solo quando glielo fanno notare gli europei, è un limite di cui sono consapevoli da decenni. Direi invece che nel tango la tendenza è in questa fase all'opposto: si considerano "maesrti assoluti", disprezzando quello che sta succedendo a Parigi o a Berlino, dove invece esiste un ambiente molto vitale, che sarebbe interessante conoscere.
- Non tutte le milonghe sono affollate, ne ho viste di semi deserte, ne ho viste di tranquille. Quelle affollate (soprattutto ad agosto) sono piene di turisti (che per fortuna tendono a concentrarsi in pochi locali, così un porteno che li vuole evitare sa come fare). Che le milonghe strapiene siano meno divertenti da ballare, non è così automatico: dipende da come ci si diverte: se gente che sa ballare continua ad andare alla Viruta, si vede che non è così infastidita dalla folla (quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare...)
Molti appasionati di tango sono rimasti delusi da Buenos Aires. Io ho scoperto qualcosa che per me è molto prezioso, ho scoperto che esiste un approccio più naturale e meno mentale, e questa scoperta l'ho fatta nelle milonghe affollate di turisti dove gli unici argentini che ti fanno ballare, lo fanno perchè sperano che tu li faccia lavorare in Europa. Tutto questo fa parte del gioco, noi consideriamo il tango qualcosa di sacro, ogni piccola meschinità diventa una profanazione, per loro il rapporto è molto più semplice, molto più naturale: ballano con te, per il paicere di ballare, me se poi diventi anche un'occasione di business, perchè no, fa parte della vita (la loro).
La mai sensazone è che chi è rimasto deluso dal tango di Buenos Aires, è partito potrandosi dietro i prori metri di guidizio, invece che provare a comprendere, ad assaporare, e anche a lasciarsi affascinare da una cultura che, bisogna pur sempre ammettere, non è la nostra. E' un po' come andare a Calcutta e dire che le strade fanno schifo, se vuoi strade asfaltate, vai in Svizzera, se vuoi vivere un'esperienza toccante, smetti di guardare l'asfalto.
Buon viaggio.
Marina
P.S.: Chiedo cortesemente agli attenti ed acuti commentatori del sito, di non indugiare troppo sulla e-mail del mio anonimo web-corrispondente, ma semmai di commentare quello che ho scritto io: l'autore non intendeva rendere pubbliche le sue osservazioni, me ne sono servita (lo ammetto, un po' biecamente) solo perchè mi sembrava un voce molto fuori dal coro e ho pensato che fosse interessante per tutti, ma comunque nel massimo rispetto delle sue posizioni.
13 commenti:
Mah...
Io l'ho detto, lo dico e lo dirò sempre che abbiamo mistificato il tango. A partire dalla milonga che è un luogo sociale dove tutto accade. "Si balla, certo, altrimenti che ci vai a fare ?" - potrebbe dire uno - "Incontrare..." - potrebbe rispondere l'altro - "sentirmi meno solo" - un altro ancora. E sentirsi desiderati, cercati, abbracciati, amati....
Non posso dimenticare quello che mi hanno raccontato Graciela e Jorge su un tizio di una ottantina d'anni che passava tutta la sua giornata nella milonga. Si ammalò e appena guarì la prima cosa che chiese al medico fu "se poteva ritornare alla milonga"...
E ancora si corteggia, si guarda, si ammira, si spera, magari di trovare un lavoro, come sottolineava Marina, una condizione migliore per la propria vita...perchè no ?!
E allora viviamola questa milonga e senza tante costruzioni mentali, forse ce la goderemo di più !
Mi sa che comincio da me ! ;)
Volevo dire una cosa ancora.
Io mi sento più tanguer che milonguero il che ha una valenza diversa per gli argentini, da quello che ho letto. Il tanguero è un esperto di tango, un amante del tango. Il milonguero è colui che frequenta assiduamente la milonga e ahimè purtroppo o per fortuna, perchè ho una bella famigliola, non posso !!! E mi ritengo fortunato per quel poco che riesco a frequentarla.
Io ho apprezzato molto i report di Marina, perchè li ho trovati onesti e sinceri:ha semplicemente ed affettuosamente condiviso con noi la sua esperienza.Senza fanatismi di sorta.
Nessun adulto è cosi' sprovveduto da affrontare l'incontro con un Paese, immaginando di trovare il famoso "Bengodi"!!:fiumi di latte e miele e cascate di cioccolato!!!!
Anche la nostra bella Italia mostra a volte la spazzatura nascosta o meno a chi viene in visita.
L'Argentina è un Paese che ha avuto, ha tutt'ora,una bella sfilza di problemi..per fortuna c'è il tango..e se serve per emancipare le persone da situazioni difficili, ben venga anche il business!
Dobbiamo tener conto anche della cultura dei popoli..che non è quella di casa nostra necessariamente.
Come ben dice Marina, ognuno vede cio' che VUOLE vedere.
In quanto poi ai "balli per vecchi", beh..a parte che non esitono balli per vecchi o per giovani..io poi insegno la mazurka ai miei allievi, al di là dell'età che hanno, e vi assicuro che fa un gran bene a tutti ballare qualche cosa che appartiene ala nostra tradizione.
Dori
Eccomi qua, finalmente con il tempo necessario per poter commentare degnamente questo ennesimo bel post di Marina.
Niky e Dori mi hanno preceduto e mi associo a quanto hanno osservato loro... (io ahime' non sono tanguero come Niky ne' milonguero come vorrei... ma ci vuole un giusto equilibrio in tutte le cose.. xche oltre al tango c'e' altro... anche per un tangodipendente! )
Sottoscrivo appieno anche l'apprezzamento che ha fatto Dori sui post di Marina... sempre "onesti e sinceri" e mi permetterei di aggiungere... "modesti"...
Anche il tentativo di ascoltare una voce (forse un po' prepotente) e' segno di apertura mentale non comune...
Condivido l'idea di visitare qualcosa in piu' ( ^___^ ) ma bisogna avere il tempo per farlo... ed il sottoscritto approfitterà di viaggio di nozze... ferie arretrate... benestare dei colleghi... insomma... non e' facile stare oltre le 3/4 settimane... e non e' neppure un impegno economico trascurabile girare come trottole... quindi chi va a BUE solo per il tango ha tutta la mia comprensione (anche se non va neppure a vedere le cascate di Iguazu...)
Puo' essere che gli argentini vivano di rimbalzo il tango... o forse che l'influsso europeo abbia "attizzato" un fuoco latente ma sempre presente.
I "VECCHI" sono anche i migliori... ma questo puo' essere una mia opinione... pero' spesso sono quelli con i quali le giovani ragazze vogliono ballare... e forse un motivo ci sarà.
Molti non si trovano bene... restano delusi dal viaggio a BuenosAires... perche' le loro aspettative sono diverse da quello che troveranno.
Difficile cara Marina commentare la tua parte e non quelle quattro righe che hai riportato... semplicemente per il fatto che con te sono d'accordo... mentre non mi rispecchio in altre parole...
Ad esempio chi dice che "Le milonghe sono strapiene, dunque poco diverteneti da ballare" non lo dice ma evidentemente non e' in grado di gestire gli spazi che lo circondano... non e' capace di ballare su di una piastrella... e dopo aver rimbalzato come una pallina da flipper tra una coppia e l'altra decide (finalmente) che quella non e' la milonga che fa per lui.
Ricordo che la libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro...
...In ogni campo...
Le opinioni non si discutono... quindi ci saranno persone per le quali il tango e' quella cosa che si vede sui palcoscenici... e per altri e' quella cosa che non si vede... ma si assapora in due... in mezzo agli altri... che siano dieci... cento... o mille... poco importa... anzi!
De gustibus...
... ed io preferisco... naturalmente... la seconda ipotesi!
C'e' chi balla tango nuevo... aperto... da esibizione... e capisce che andare a Buenos Aires sarebbe una delusione certa! Bene! Segno di buon senso Perche' secondo me non ha senso andare a cercare qualcosa che noi europei abbiamo voluto e creato... e solo di riflesso qualche argentino... adesso... cerca di insegnarci!
Ciao Ale!
Vorrei sfatare un mito: non è vero che a Buenos Aires le milonghe sono affollate.
Cioè: quelle affollate lo sono davvero tantissimo, in Italia c'è una sorta di autolimitazione: se un posto è troppo pieno, molta gente non ci torna e diventa meno pieno. In certe milonghe di BsAs questo non succede, ma in tutte le altre sì!
Si può ballare aperto, tango nuevo, milonguero, salon, canyengue, e anche uomini con uomini e donne con donne... ma non in tutti i posti!
Questa "specializzazione" delle milonghe ha i suoi pro e i suoi contro, ma se vuoi ballare tango nuevo vai alla Practica X o alla Practica 8 o a Tangocool, ma se vai al Beso, Al Grisel o anche solo alla Viruta di sabato, devi per forza ballare chiuso se non vuoi provocare una strage.
Il lato positivo è che alla fine ognuno può trovare l'ambiente che preferice, quello negativo è che finchè non conosci un po' i posti rischi di non divertirti. Un altro lato negativo, forse un po' più filosofico, è che in questo modo le persone che ballano in modo diverso finiscono per non incontrarsi mai, e questo, secondo me è un richio di impoverimento...
Besos
Marina
Meglio! Se le milonghe non sono affollate si sta sicuramente meglio (anche chi balla milonguero sta meglio). In Italia penso che avvenga come in tutti gli altri locali... si va dove c'e' la gente che ci piace... e magari un anno va di moda un locale e l'anno dopo un altro... o magari va di moda uno soltanto perche' e' nuovo.
Forse nel tango un po' meno... ci sono delle colonne portanti... e ci sono anche i locali che sono "pieni" soltanto perche' non ci sono alternative...
Mi fa piacere che ci sia un'apertura mentale notevole... (ballare fra donne... molto piu' raro e spesso per "gioco" fra uomini) in Italia e' ancora visto un po' con diffidenza...
Sul rischio di impoverimento c'e' da discutere!... Se e' vero che il bello del tango e' proprio il fatto di ballare con gente sempre nuova e diversa... e che non c'e' un tango uguale ad un altro anche sullo stesso pezzo e con la stessa persona... e' anche vero che mi risulta difficile pensare ad una tanda piacevole e/o divertente con una persona che balla uno stile diametralmente opposto...
Una piccola precisazione.
C'è moltissima differenza tra andare in milonga da single, in coppia o in gruppo.
Io sono partita da sola, ma sono andata a ballare quasi sempre in compagnia, a volte solo femminile, a volte mista (ma, si capisce, mai in coppia).
Per una ballerina single la cosa fandamentale è riuscire a farsi invitare e per me i posti migliori erano le milonghe (affollatissime) del centro dove vige il "codigo" più stretto. Ma per esempio le mie amiche preferivano ambienti più informali (e più simili alle milonghe nostrane).
Per un ballerino la cosa fondamentale è riuscire ad invitare e probabilmente più gente c'è, più si hanno chances di trovare qualcuna da invitare, ma anche qui è una questione di gusti personali.
Per un gruppo ogni posto è buono, al limite si balla tra amici, e forse è meglio un posto un po' meno affollato dove "sfogare" il prorpio estro tanguero.
Per una coppia, il discorso è un po' diverso: è praticamente impossibile che una ballerina che entra in milonga con il suo compagno venga invita da altri, quindi se il ballerino vuole invitare, è costretto ad abbandonare da sola la sua ballerina. Allora: o si è felici di ballare insieme e di godersi l'ambiente, oppure è meglio andare in milonghe affollatissime, dove nessuno può notare con chi sei entrato, oppure entrare separati (ma mi pare un po' triste...).
Per ballare uomini con uomini e donne con donne, bisogna andare alla Marshall o al Tango Queer, in qualsiasi altro posto si rischia... beh, se non altro, una brutta figura.
Besos
Marina
"in Italia c'è una sorta di autolimitazione" dice marina. Vero.E' una forma di difesa. Molto spesso milongas affollate=lividi, taccate, gomitate...
Per lo stesso motivo, anche se ribadisco che la diversità in genere è una ricchezza,non penso ci sia un grande impoverimento nel "non incontro" tra persone che hanno una concezione assolutamente opposta del tango. Di gran lunga meglio Baires.Li' funziona cosi' "da sempre", a quanto dicono gli amici argentini,e il tango sta continuando a vivere la sua grande stagione.
In quanto al Tango queer..io non ho nulla in contrario..non cambia "l'essenza "del tango..
ma in Italia, per carità: siamo praticamente neonati non solo nel tango, ma anche per quanto riguarda altri aspetti sociali...potremmo ritrovarci un decreto di chiusura delle milongas..;O))))
Dori
ricordo, quando ero giovane.... (questa frase non c'entra niente, ma è una vita che la volevo dire!!!).
Dunque, stavo dicendo, ricordo qualche anno fa, quando da principiante stavo ballando a verona nella serata dopo-stage, ed a un certo punto - nella sacralità del luogo - mi sono messo a ballare con il mio primo e (ancora) unico guru del mio tango, ovvero Carlo de Montis.
Il ghiaccio è sceso in pista....
Oggi, a distanza di un pò di tempo, la gente è cambiata notevolmente, e una cosa del genere viene vissuta come un momento di allegria e basta e (mi si permetta un parolaccia che rende bene l'idea) in fin dei conti son cazzi altrui (pardon...).
quindi, sia chiaro, è LA GENTE CHE FA L'AMBIENTE E NON IL CONTRARIO!
Per quello che io non voglio andare a bue, proprio perchè c'è questo senso di aspettativa che io da solo non posso contrastare e, peraltro, non voglio.
Devo dire che, comunque, forse proprio uno come me si divertirebbe come un bimbo in giostra, proprio perchè sono fondamentalmente un pirla autentico.
Nel senso buono, per carità, ma sempre un pirla autentico.
Mi aspetto divertimento e basta, senza preconcetti e sacralità (in ogni caso mi pare di capire solo italiane e non argentine), e se entro in una milonga, (echissenefrega delle regole vigenti!) io spingo verso la mia direzione, punto.
Senza violenza, sia chiaro, ma con la persuasione, divertendomi.
Certo che se si entra in una milonga in coppia e non invitano la mia ballerina perchè è in compagnia, la cosa mi lascia perplesso, anzi sospettoso.
A istanbul, elena e io, facevamo la prima tanda e poi (entrambi) venivamo rapiti dagli alieni sino alla chiusura quando ci ritrovavamo sfatti e con i piedi bollenti. Felici comunque e amici di tutti.
E mi chiedo: perchè mai uno non dovrebbe invitare la mia ballerina quando ci sono io? quali scopi ha questo tango?
il mio, solo ballare....
quindi se io entro in una milonga dove "non si invitano le ballerine in coppia", sia ben chiaro che la prima cosa che faccio è proprio quella di invitare una ballerina in coppia! e se la prima sera mi prendo una raffica di NO, ci torno la sera dopo, e ancora quella dopo, sino a quando non prendo un si..... et voillà, se non mi prendo una coltellata, la crepa è fatta, produrrà cambiamento.
Questo non è il mio tango, è la mia filosofia, e nemmeno Gardel potrà farci niente....
Giò.
Il buon Gio' mi trova spesso d'accordo su diversi argomenti.
Questo non fa eccezione ed in effetti... quando dice E mi chiedo: perchè mai uno non dovrebbe invitare la mia ballerina quando ci sono io? quali scopi ha questo tango?
il mio, solo ballare.... sottolinea un aspetto che spesso si verifica in milonga.
Qui in Italia ma immagino ancor di piu' nella Capital... se siamo in coppia... anche se non stiamo parlando... difficile che qualcuno venga ad invitare Elena. Appena mi alzo per invitare un'altra, ecco il "falchetto" che arriva...
Timidezza? Forse! Ammetto che anche per me non e' facile invitare qualcuna che e' accompagnata... ma se vedo che LUI invita altre allora DEDUCO che e' una coppia "aperta" e quindi posso invitare anche lei... ma non necessariamente quando LUI non c'e'.
Mah! Ci sarebbe da discuterne approfonditamente... Per adesso io mi limito a fare la prima tanda con Elena e poi invitare altre... in modo da dimostrare agli altri che ci fa piacere ballare con tutti... e funziona sempre...
Funziona meglio pero'... quando io sto gia' ballando...
Che tutti i tangueri siano mostruosamente timidi?
Non si tratta di timidezza. Fa parte del "codigo milonguero".
Capita anche nelle nostre "nostrane" balere.
Ciauz
Ma no... anzi! Ho visto spesso argentini (ma anche nostrani) venire ad invitare Elena con me di fianco chiedere prima il permesso a me poi invitando lei... o viceversa... ?!?! vabbe' comunque questo fa parte del codigo...
Poi... che magari mentre ballano le facciano proposte oscene di tradimento o le allunghino il numero di telefono... questo e' un altro discorso... ;) e comunque sono tutte "voci di corridoio"... almeno qua non e' mai successo...
..... o almeno io non sono mai venuto a saperlo.... 8-///
^_________^
Polipo a parte!!!!;-)))))
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